Il genio nero regala la prima vittoria alle vesp

mercoledì 10 ottobre 2012

E’ inutile nasconderci dietro ad un dito, quando le cose vanno bene ci si sveglia in altro modo al mattino seguente, e’ inutile negarlo quando la propria squadra del cuore porta a casa i primi tre punti della stagione e’ ancor piu’ subliminale gridare al cielo di essere orgogliosi di loro, e’ superfluo ribadire che quando si supera l’avversario l’apoteosi del gioco piu’ bello al mondo assume a tratti i caratteri di una creatura soprannaturale, di una leggenda, di una visione paradisiaca di un orizzonte a dir poco meraviglioso.
Ebbene si, amici cari, la nostra beneamata Juve Stabia ieri ha regalato a noi tutti la prima vittoria stagionale in regoular season, i primi tre punti che oggettivamente fanno morale e rimpinguano in maniera netta una posizione di classifica che pare adesso maggiormente alla portata di chi come noi pare essere un motore diesel.
Squadra compatta, a tratti convincente in maniera inopinabile, coriacea, e soprattutto vogliosa di far sua l’intera posta in palio, si fa subito a dire che e’ la piu’ bella Juve Stabia vista fin ad ora dall’inizio stagione, ebbene si, non perche’ il risultato abbia arriso alle vespe, ma 18 calci d’angolo a 2, due legni ed una serie prolungata di affondi e possesso palla, portano a ribadire che l’undici caro a mister Braglia abbia strameritato i tre punti.
Segna lui, pensate un po’ chi, Jerry, il coloured del 1982 che appena quindici giorni fa usci dal Menti sostituito in un’autentica bordata di fischi, irriverenti o meritati quali essi siano stati, il dto oggettivo di fatto e’ che Mbakogu si e’ fatto perdonare in maniera sontuosa siglando un gol non dei piu’ semplici, a modo suo, a modo di chi del calcio ha una visione mistica, nel limbo tra genio e sregolatezza.
Venendo a brevi cenni d’analisi del match contro i patavini, la Juve Stabia ci e’ sembrata molto piu’tonica ed in palla, un centrocampo maggiormente rinvigorito e da filtro, qualche cenno di leggerezza ancora nel reparto difensivo portiere compreso, ma la voglia inequivocabile di far propria l’intera posta in palio e’ stata oggettivamente legittimata da una copiosa mole di palloni giocati e di azioni offensive.
Bene cosi’ l’incantesimo della prima vittoria e’ stato risolto, il primo festeggiamento ufficiale sotto la curva pure, adesso bisogna credere e crederci, nelle proprie forze4, nei propri mezzi, nei propri cuori, nella propria mente ….CREDERCI.
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